Personaggio atipico nel panorama dell’arte contemporanea, o meglio dell’organizzazione del marketing dell’arte contemporanea : produce senza soluzione di continuità da circa 35 anni, ma espone pochissimo. Rarissime infatti sono le sue apparizioni in pubblico: come se la sua visione del fare fosse molto simile a quella del pittore dell’era paleolitica che realizzava i suoi graffiti nella parte più oscura della sua caverna non per un fine estetico, ma per soddisfare un esigenza psichica interna resa a lenire le sue paure e le sue angosce.
Per dirla come Claudio Strinati :
“… D’Orta ha un’idea del materiale artistico come qualcosa che sta perdendo o all’opposto che riacquistando le sue potenzialità, ma che è costretto a sostare in una zona d’attesa.
Per questo motivo è sembrato a chi scrive un’artista che ha una concezione del mondo e di se degna d’interesse, perché intenzionato a formulare immagini dotate di una specie di intense necessità, che non è propriamente ideologica e neppure esclusivamente “estetica” ma scaturisce da una reale rappresentazione di stati della coscienza e della percezione esprimibili solo con un mezzo di carattere artistico.
Mostre collettive:
Palazzo degli Affari, Firenze
Palazzo dei Congressi, Roma
Expo Art, Bari
Galleria Il Sagittario, Airola (BN)
Galleria Gifra, Napoli
Palazzo Comunale, Torre del Greco (NA)
Centro Culturale, Portici (NA)
Opere presenti nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli :
Sezione Preistoria, fondale di mis 8,00x 3,00
Sezione Magna Grecia, fondale di mis 12,00x4,00
Sezione Gabinetto Segreto , circa 300mq di pitture e decorazioni riproducenti ambienti pompeiani.
Hanno scritto :
Claudio Strinati – Soprintendente Polo Museale di Roma
Sergio Rossi – docente storia dell’arte presso l’università La Sapienza di Roma
Barbara Linciguerra – storica dell’arte
Laura Russo – storica dell’arte
Maurizio Vitello – storico dell’arte
Vito Faenza – Corriere del Mezzogiorno
Pasquale Forgiane - Il Denaro |